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Curiosità

La differenza tra il "chiavettiere" e lo "sciupafemmine". Lo "sciupafemmine" tratta lo stesso articolo (femminile, plurale) del chiavettiere: ma quale distanza c'è tra questi due - per così dire - professionisti! A volte tra queste due figure si genera un equivoco, che però riguarda esclusivamente la terminologia: con "sciupafemmine" si intende comunemente un personaggio che ha invece tutte le caratteristiche del "chiavettiere". Ad essere cinico, furbo, teso alla conquista della donna, e al suo già programmato rapido abbandono, è il chiavettiere: soltanto lui.

Lo sciupafemmine è tutt'altro. Lui della donna s'innamora veramente: tutte le volte. E col suo amore, la sua premura, la sua dedizione totale la induce a un appassionato contraccambio: amore a nullo amato amar perdona. Lo sciupafemmine cambia la vita della donna che ama, riamato: col suo entusiasmo la coinvolge e la (s)travolge, facendola sentire viva come mai prima. E, in genere, dopo: il grande amore che ha per la vita (e per la Donna…) conduce spesso lo sciupafemmine verso altri lidi, e lei viene lasciata. Allora soffre; e si "sciupa" (dimagrisce, si consuma). Mai però si rammarica di quello che è stato: la donna che ha avuto una storia con uno sciupafemmine non si sente ingannata. Sa di essere stata molto amata, e questo le ha riempito la vita. Spesso il solo ricordo gliela riempie ancora, a distanza di anni.

Quando invece a lasciarla è il chiavettiere, la donna è piena di rancore: contro di lui, ma anche contro se stessa, che - ora se ne accorge - si è fatta turlupinare da un uomo che non l'ha mai amata, neanche per un istante. A cose fatte, il chiavettiere non si rimpiange: si disprezza. O semplicemente si dimentica. Lo sciupafemmine mette in circolo molto amore: il chiavettiere è di tutt'altra pasta. Lui le donne non le prende per le orecchie: non le fa completamente sue. Si limita a circuirle, certo abilmente, tanto da ottenere i loro favori; ma non le fa sentire uniche, desiderabili, insostituibili, come invece fa lo sciupafemmine, che nel corteggiamento ci mette il cuore e la mente. Il chiavettiere si limita a metterci qualcos'altro. Con la sua irriducibile passione per il mondo intero, lo sciupafemmine finisce per sedurre un po' tutti: il chiavettiere è invece un seduttore "mirato". A lui interessa solo la donna, e nemmeno tutta (il cervello è escluso). Per il chiavettiere la conquista della donna è una coazione, che persegue senza metterci né estro, né passione: è una questione puramente tecnica. Le donne le colleziona, alla maniera di Don Giovanni: madamina, il catalogo è questo.

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